Safari in Sudafrica: quale scegliere? Scegli il Safari in Sudafrica giusto per te .

Ci siamo!

Hai finalmente deciso che il tuo prossimo viaggio sarà in Sudafrica! La tua prima volta!

“Che bello! Finalmente si parte! E finalmente andrò a fare il più bel safari della mia vita!”

Sì perché così ti hanno detto: il safari in Sudafrica è una esperienza inimitabile ed unica.

Vero! Come sceglierai il safari più adatto a te?

Più adatto a me? Paolo, ma cosa vuoi dire? Un safari è un safari: c’è la jeep, la savana, ci sono gli animali, si sta nella natura e si fanno le foto tipo quelle del National Geographics perché gli animali li vedrò ad un centimetro di distanza. Così avrò tante foto per il mio desktop e per far vedere a colleghi e amici che ho tenuto un leone per la criniera…”

Leone in riserva privata

Un safari è un safari!

Beh… un safari è un safari… ma credo si possa anche dire che in realtà ognuno ha “il suo” safari…

Un safari può essere al tramonto, all’alba, dopo il tramonto, di notte… (d’inverno o d’estate?)
Un safari può essere guidato o in autonomia… (Posso far da solo? Davvero tutto tutto?)
Un safari può essere in macchina o a piedi… (Ma chi se la sente a piedi? E come ci vado? Da solo? E se incontro il leone, si fa accarezzare?)
Un safari può essere in riserva privata o nel parco pubblico… (e che vuol dire?)

Sono tutte esperienze diverse tra loro. Non c’è una migliore delle altre, ma certamente prima di partire bisognerebbe chiarirsi le proprie aspettative per non rischiare di restare magari un po’ delusi o comunque di non godere a pieno della potenzialità che il “miracolo della natura” offre in Sudafrica.

In poche parole, la soluzione migliore in realtà esiste: è quella più adatta a te!

E che tipo di viaggiatore sei, lo sai solo e soltanto tu.

Ma come? Sto leggendo proprio per capire che cosa fa per me e tu dici che lo so solo e soltanto io?

Esatto! Tu sai il viaggiatore che sei, qui magari potrai leggere qualche informazione sui safari…

Alba, tramonto o notte?

Sarebbe facile rispondere “tutti e tre”… e oggettivamente è anche la migliore risposta che si può dare! E certamente, siccome nel tuo viaggio in Sudafrica hai già deciso di dedicare più di un giorno ai safari, è anche una soluzione percorribile, no?

Diciamo che scegliere l’alba per un safari significa poter osservare il risveglio della natura, può capitare di trovarsi per strada (inteso “sulla strada”) i leoni che riposano, dopo aver cacciato magari la notte. Quindi se ti alzi parecchio presto e ti metti in testa ai cancelli all’apertura magari potrebbe succederti di imbatterti in questo spettacolo che successivamente nel corso della giornata potrebbe non capitare più, perché al passaggio delle prime auto i leoni “rientrano” nella savana per andare a riposare da qualche altra parte.

Tramonto al Kruger

Hai mai visto quelle foto di tramonti con lo sfondo del sole rosso fuoco e l’acacia (di cui vedi solo la sagoma, perché controluce) che ti fanno pensare “Ahh, il paradiso”? Ecco. Quello è uno dei paesaggi che potresti vedere durante un safari al tramonto. Non sto dicendo che non si vedono animali al tramonto, semplicemente che lo sguardo e gli occhi saranno rapiti da questo spettacolare paesaggio. E magari non fai caso alla giraffa che ti passa davanti alla macchina… 😉

Scegliere la notte invece significa respirare un’altra atmosfera rispetto al giorno. Il cielo stellato sopra la testa, la percezione dei rumori della savana che è amplificata, la possibilità di vedere alcuni animali che non possono vedersi di giorno (come civet, bush baby giusto per citarne qualcuno), il fatto che i leoni stessi siano più “vivaci”: sono queste le caratteristiche di un safari notturno. Chiaramente non ci si può aspettare di vedere la stessa quantità di animali che si vede durante il giorno, se non altro per un fattore puramente legato alla visibilità. E probabilmente ci vuole un po’ di pazienza in più, anche l’occhio e lo sguardo devono abituarsi al buio.

Scusa Paolo, ma posso fare safari notturno autonomamente?

Eccoci alla seconda questione.

Safari in autonomia o safari con i ranger?

Domanda, questa, che si lega per diversi aspetti a quest’altra: safari nel parco pubblico o in riserva privata?

Il Sudafrica è disseminato di parchi pubblici, National Parks, che possono essere visitati da chiunque pagando un biglietto di ingresso. Hanno degli orari di apertura e di chiusura. I sudafricani stessi usufruiscono di questi parchi per i loro weekend, le loro vacanze, le loro escursioni. Si potrebbe dire che fanno parte della loro “cultura”, “educazione”.

Questi parchi (il famoso Kruger, per intenderci, è uno di questi) possono essere visitati con la propria autovettura (che avrai pensato a noleggiare, organizzando il tuo viaggio in Sudafrica). I percorsi che possono essere fatti sono tracciati sulle mappe che vengono generalmente consegnate all’ingresso del parco e ci si muove in autonomia. Che non vuol dire che si possa esattamente fare ciò che si vuole, ci sono delle regole da rispettare, pena multe salate da parte dei gestori del parco o, nel peggiore dei casi “umani”, diventare cibo per qualche predatore della savana. Uno potrebbe anche dire “ok, se l’è cercata!”… e il ragionamento filerebbe pure se non fosse che le regole impongono anche l’abbattimento dell’animale che ha attaccato l’uomo.
Per cui, autonomia sì, ma prudenza e rispetto anche.

La riserva privata è una (generalmente!) grande area confinata, spesso adiacente al parco pubblico, gestita da un ente privato, che gestisce anche gli alloggi e le attività che vengono svolte all’interno della stessa. Ogni riserva (più o meno) ha i suoi animali e le attività di safari sono tutte effettuate insieme ai ranger.

Si vabbè… e quindi? Vantaggi e svantaggi?

Potrei dire che i parchi (soprattutto i più grandi) offrono la possibilità di vedere tantissimi animali, perché ci sono a disposizione territori vastissimi in cui muoversi alla ricerca degli animali.
C’è il gusto della ricerca, il gusto di godersi la natura laddove si vuole, il gusto di decidere di mangiarsi il panino in macchina in una determinata zona aspettando il passaggio di qualche animale… insomma, la libertà.
Allo stesso tempo girare tutti questi spazi in autonomia, soprattutto per un occhio poco esperto, potrebbe voler dire non riuscire a godere di questa sconfinata vastità e “disponibilità”, per così dire. Nel senso, potrebbe capitare che, guidando, non ci si accorga di essere passati vicino un leone sdraiato nella vegetazione, perché non si ha l’occhio attento a cogliere alcune sfumature. Cosa che, con un po’ di allenamento, in realtà poi si riesce a fare.

Il ranger, la guida, che tutti questi segnali li sa leggere, ti porta davvero vicino all’animale e, interpretandone i segnali, sa anche quanto avvicinarsi e quando è invece il momento di andar via. Per dirne una, molto banale: sa anche quando spegnere il motore dell’auto. Il ranger, ovviamente, fa anche gli sterrati e va su strade non tracciate, insomma dove c’è l’animale!

Jeep da safari in riserva privata

E non ci sono guide nei parchi pubblici?

Sì, certo. Ci sono anche le guide del parco. Diciamo che le escursioni con le guide del parco sono un po’ “impersonali”, e magari può capitare che gli animali alla vista scappino. Ma è un’alternativa per chi non vuole proprio guidare e non stare nella riserva privata.

Esiste anche una ulteriore possibilità di far safari con le guide, il cosiddetto walking safari, di fatto una passeggiata con i ranger armati. La differenza rispetto all’auto è chiara. Non avrai certamente la possibilità di vedere tutti gli animali che puoi vedere spostandoti con l’auto, ma se capitasse l’emozione sarebbe moltiplicata. Ad ogni modo, per non alimentare qualsiasi falsa aspettativa, un safari di questo tipo è più focalizzato sull’osservazione delle piante, delle impronte degli animali e anche delle loro cacche (sì proprio così, per imparare a riconoscerle! E capire da quanto tempo sono passati gli animali da lì e quanto lontani potrebbero essere).

Insomma, le possibilità di safari sono molte, la migliore soluzione non esiste. Ogni tipologia è una tua scelta relativamente al tipo di viaggiatore che sei.

L’appassionato della ricerca, della scoperta, dell’autonomia e libertà probabilmente sceglierà il safari in autonomia, perché l’emozione di vedere gli animali e “scovarli” da solo probabilmente vale il prezzo di tutto il viaggio.
Il “curioso” alla prima esperienza magari preferirà le guide, o anche no. Chi può dirlo?
Il “fotografo” sceglierà qualcosa che lo gratifichi da quel punto di vista, facendo le sue valutazioni…
E così via…

Birdwatching al Kruger

“Declinare” le tipologie di viaggiatori è certamente più difficile che declinare le tipologie di safari e non mi cimento per non star qui fino a dopodomani, tanto il concetto è chiaro: a scegliere sei sempre tu!

Tu sei l‘EXPLORATORE

E allora, in definitiva, che safari scegli?

Vuoi un consiglio? 😉

Paolo.

PS: il leone non ama esser preso per la criniera… ma se vuoi provare…

Se vuoi essere sempre informato sul Kruger ed il Sudafrica non ti resta che seguirci, puoi trovare interessanti anche questi articoli:

Differenza tra Riserva privata e Parco Nazionale

Rest Camp al Kruger National Park

Come affrontare un safari al Kruger National Park

Ti racconto il Kruger

Un giorno per caso: un safari indimenticabile…

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Sawubona EXPLORATORE

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